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Le interviste a Cronenberg (pt.2)

Ultimo Aggiornamento: 16/04/2013 21.11
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Sesso: Maschile
16/04/2013 21.10


IL PASTO NUDO
LE INTERVISTE A CRONENBERG
PARTE 2


Intervista di Rolling Stone


Parliamo della tua versione del Pasto Nudo. Il libro si concentra molto sul controllo e sul corpo, l'algebra dei bisogni, delle assuefazioni di tutti i tipi. Il film non parla proprio di questo. Parla di scrittura. Come mai questo focus? Dato che tutti gli altri aspetti del libro sono molto cronenberghiani...
Cronenberg:
No, sbagliato. Sbagliato. È una questione molto cronenberghiana ed ecco perché. In un certo senso, nell'addentrarmi nella scrittura, nell'essere creativi, penso di avvicinarmi alle fondamenta. E avvicinarmi alla fiamma con cui ho direttamente a che fare. Perché che cos'è scrivere se non cercare di dare ordine alla realtà? Cercare di trarre ordine dal caos? Arrivare a capire fenomeni che non sono veramente comprensibili. Creare la tua propria realtà. Scendere a patti con essa. Io scendo a patti in tutti i miei film. Tutti i miei personaggi fanno questo genere di cosa. E qui si giunge a una versione distillata, uno scrittore. E il fatto che sia una cosa cinematograficamente pericolosa da fare – perché è difficile renderla bene – è parte del brivido. Così com'è parte del brivido la difficoltà di adattare Burroughs, il suo è un libro impossibile da filmare.

La gente si aspettava molta carne in questo film, è praticamente non ce n'è.
Come ho detto, mi piace deludere la gente.

Perché devono essere le macchine da scrivere ad incarnare la strana sessualità dei personaggi anziché i personaggi stessi a incarnare la loro strana sessualità?
Perché probabilmente ti sto dando lo stesso genere di elusione, un livello cinematografico di elusione-negazione che corrisponde a ciò che Lee sta facendo dal punto di vista psico-emozionale. È questo che succede. Ti racconto che Lee sta negando ed eludendo certe verità a proposito di se stesso. E dal momento in cui controlla le sue fantasie, anch'esse sono fantasie di negazione ed elusione. Quindi se sta spremendo sperma di mugwump in un bicchiere, significa che non permette a se stesso di vedersi mentre succhia il cazzo a un uomo. Penso che funzioni. Penso sia una struttura che non sia mai stata usata prima. Non l'ho mai vista. Mi ero incanalato in questa direzione con Videodrome, dove è il punto di vista del personaggio a controllare la realtà.

È un inarrestabile film in prima persona, in questo senso.
Ora, perché ho scelto questa struttura? In parte volevo disilludere le più ordinarie aspettative della gente. Perché li volevo sorprendere e confondere e intrigare e svuotarli delle loro aspettative. Questa è una ragione. Immagino si tratti del mio lato anti-entertainment. Un entertainer ti vuole dare proprio ciò che vuoi. Ti dà le vecchie canzoni che vuoi ascoltare. Un artista ti vuole dare ciò che tu non sai di volere. Qualcosa che magari vorrai la prossima volta, ma sai che non hai mai voluto prima.
David Breskin, Rolling Stone 1992



***

Cronenberg: Il film Pasto Nudo è qualcosa che Burroughs non avrebbe fatto e qualcosa che io stesso non avrei mai fatto – lo abbiamo fatto insieme. Il fatto che sia diverso dai miei altri film e da quello che scrive Burroughs è solamente appropriato.
Burroughs fu una delle mie maggiori influenze quando pensai di diventare scrittore. Mi ci riconobbi in modo incredibile non appena iniziai a leggerlo, del tipo, “Dio mio, questo succede anche a me!” Penso che sia Burroughs che io siamo interessati nella metamorfosi o trasformazione, e questo ci porta in modo naturale a cercare di capire i processi della malattia e della relazione umana con essa.
Sono d'accordo sul fatto che negli scritti di Burroughs ci sono le droghe e nei miei film i virus, e sono usati metaforicamente nello stesso modo. Sono entrambi qualcosa di potenzialmente pericoloso ma anche attraente, potenti agenti di trasformazione. In un certo senso puoi dar via la tua anima con uno dei due e in cambio avrai un'altra anima che magari è, o magari no, quella che stavi cercando... Non ne siamo sicuri.
È giusto che il film Pasto Nudo, che parla soprattutto dello scrivere e delle nuove realtà plasmate attraverso il processo creativo, debba ripresentare questo problema della metafora. È ciò su cui mi concentro tutte le volte. L'uso della metafora nella letteratura è cruciale e non c'è un equivalente sullo schermo. Eisentstein provò un equivalente; quando la sceneggiatura dice “il pubblico ruggisce come un leone”, stacchi su un leone che ruggisce. Funziona? No, è ridicolo, tutti si mettono a ridere, ti porta completamente fuori dal film, e sono contento che Eisentesin ci abbia provato così non ho dovuto farlo io! Ma se vuoi comunicare un concetto che richiede qualche genere di metafora, e non puoi farlo nel modo in cui lo scriveresti su carta, allora che cosa fai?
Spesso ho utilizzato gli effetti speciali a questo scopo. C'è un esempio molto specifico in Pasto Nudo, dove una macchina da scrivere evolve in una creatura molto sessuale, perversa e polimorfa, che salta sui due che l'hanno creata e fa sesso con loro. La creatura è un essere allegorico che potremmo magari chiamare lussuria se fossimo nel quattordicesimo secolo. Sarebbe l'incarnazione della lussuria tra queste due persone. Quindi sto facendo qualcosa di letterario, ma in modo cinematografico.
Comunque, devo dire che non sono ossessionato dagli effetti speciali, e credo che se avessi concepito un film come questo o come Videodrome negli anni '50, avrei trovato un altro modo per farlo funzionare. Credo che ci sarebbe stato un modo per veicolare le immagini metaforiche di Videodrome senza l'ausilio della tecnologia moderna: è la parte concettuale che è difficile, non quella tecnologica. Per quanto riguarda Pasto Nudo, credo che gli effetti siano molto vecchio stile – sono solo pupazzi avanzati. Non ci sono modelli generati al computer come in Terminator 2 per esempio. Sono solo creature in gommapiuma con molle e levette. Pasto Nudo si svolge nel 1953 e penso che ci sia qualcosa di veramente anni '50 negli effetti. Sono fisici, presenti sul set, proprio come allora. Non c'è un lavoro ottico di post-produzione, come in Inseparabili, che ha avuto una post-produzione visiva molto più complicata.
Non credo che l'assuefazione alle droghe di Burroughs generi la sua creatività o gli permetta di creare. So che potrebbe farlo anche senza droghe e infatti spesso lo fa senza droghe né alcol né niente. Inoltre, il suo fascino per le droghe precede di molti anni la sua scrittura. Penso che sia legato all'insoddisfazione della realtà nel quale si trovava a vivere, e a come si vedeva. Voleva trasformare se stesso. Voleva diventare qualcosa d'altro. Assumere droghe era un modo per farlo, e lo ha anche messo in contatto con gli emarginati della società, che ha trovato molto più interessanti rispetto alla middle-class da cui proveniva.
Il mio stato preferito è una fredda sobrietà. Quando mi ubriaco, nelle rare occasioni in cui succede, mi siedo e aspetto che passi. È come una febbre che voglio superare. Non ho problemi da sobrio a entrare in contatto con la parte onirico-fantastica di me stesso. Non ho bisogno di qualcosa che la liberi. Anche quando gioco con gli stati allucinati, come in Pasto Nudo, voglio sempre avere la mente pulita. Preferisco evitare qualsiasi cosa che offuschi la chiarezza e renda più difficile sintetizzare le cose.
Burroughs non è così. Lui ama fumare erba e gli piacciono i ragionamenti che fa quando è fuori, e li usa nei suoi lavori. Io non faccio ragionamenti con un valore tale da poterli utilizzare, credo. Divento solo paranoico e aspetto che passi. È un vero e proprio controllo del metabolismo e del sistema nervoso.
Mentre scrivo vado in uno stato di trance da cui posso entrare e uscire in un istante. Comunque, una caratteristica di questo stato alterato è che non è fisico. È una cosa del tipo esperienza extracorporea che chiunque può provare. La gente la ritiene misteriosa ma spesso mi sono trovato al punto di toccare lo spazzolino per sapere se era bagnato, non riuscendo a ricordare se mi ero lavato i denti o no. Il mio corpo funziona da solo mentre la mente è da qualche altra parte.
Dunque immagino che l'atto creativo non abbia per forza bisogno, o coinvolga, un cambiamento nel corpo. Ma detto questo, sarebbe interessante attaccarsi degli elettrodi in testa e vedere che succede mentre scrivi. Perché stai sperimentando una sorta di realtà... sebbene in distanza.
Mark Kermode, Sight and Sound 1992



***

Ti sei divertito ad adattare romanzi apparentemente inadattabili come Crash e Il Pasto Nudo? Qualche idea per futuri film in questo filone?
Cronenberg:
La sfida non è mai, “hey, facciamo un film da un romanzo infilmabile!” E' più del tupo, “Crash è un romanzo straordinario”. E non parlava poi così tanto di auto, penso. Questo era il punto. Gli appassionati di auto probabilmente non hanno apprezzato molto Crash. [Ride] Alcune delle auto in quel film sono effettivamente molto ordinarie. Ma sì, tu lavori solo con qualcosa che ti intriga e ti sfida. Durante i due anni di preparazione del film, vuoi scoprire cosa ti eccita. La sfida non è farne un musical; la sfida è farne un musical che ti intriga. E' più specifico. Non è così vago e astratto.

[…] Anche i tuoi film, nonostante la loro oscurità, contengono ilarità. Almeno per me. Non la smettevo di ridere durante Il Pasto Nudo.
Stephen King ha detto che ha riso per tutto il film. Quando lo abbiamo proiettato a New York, dove capiscono molto bene William S. Burroughs, hanno riso dalla prima frase, che era “Lo sterminatore”. Si sono spanciati. Tutti i miei film sono divertenti su un livello o su un altro.
estratto da: Lewis Wallace, wired.com 2007
[Modificato da |Painter| 16/04/2013 21.11]
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